COS’È LO SLOW FASHION?

Un’altra espressione inglese che si è insinuata nella lingua italiana?
Letteralmente “slow fashion” si traduce in “moda lenta” ma che cosa significa?
Questa espressione ha avuto origine nel 2007, quando la consulente di design sostenibile Kate Fletcher ha definito con queste parole il tipo di produzione e di consumo di abbigliamento in base ai principi del movimento “slow food”.
Slow fashion è anche l’opposto della fast fashion (la “moda veloce”) e del consumismo crescente, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi e i valori.
Perché la moda usa e getta degli ultimi decenni produce tante collezioni in breve tempo sfruttando la manodopera a basso costo nei paesi come Pakistan o Bangladesh.

Slow fashion non è una nuova moda o una nuova tendenza, è un approccio consapevole e saggio alla moda. Un approccio che vuole considerare anche aspetti quali la salvaguardia ambientale e il miglioramento delle condizioni lavorative.
Ciò significa anzitutto acquistare meno abiti e di maggiore qualità, che ci dureranno più a lungo. Ma non solo.

Vuoi che il tuo approccio alla moda diventi più “slow” ma non sai da dove cominciare ?

DA DOVE COMINCIARE?

Ecco alcuni principi basilari, che guarderemo più in dettaglio nei prossimi post.

1. Conosci te stesso

Considera le tue esigenze e lo stile di vita. Cerca di conoscere meglio le forme del tuo corpo e imparare a scegliere i vestiti che ti donano e che ti fanno sentire bene. In questo modo potrai organizzare meglio il tuo guardaroba.

2. Scegli la qualità

Quando acquisti i prodotti alimentari presti l’attenzione agli ingredienti, a dove e come è stato prodotto? Prova a fare lo stesso con i vestiti.
E’ vero, una qualità superiore comporta una spesa più alta, ma è meglio comprare una t-shirt di buona qualità piuttosto che tre economiche, che avranno le cuciture tutte storte dopo il primo lavaggio.
Cerca di acquistare da produttori locali o artigiani.

3. Evita lo shopping impulsivo

Spesso compriamo qualcosa soltanto perché lo troviamo a un prezzo conveniente e torniamo a casa soddisfatte del nostro bottino. Successivamente scopriamo che non sappiamo come abbinarlo e non lo indossiamo mai. Anch’io ho nell’armadio qualche capo del genere, che non potevo lasciare li a quel prezzo… È meglio preparasi un elenco di ciò che manca nel vostro armadio e ciò che dovete sostituire perché si è consumato.

4. Prenditi cura dei vestiti e degli accessori

Se vuoi prolungare la vita dei tuoi vestiti e degli accessori, devi prendertene cura. Prima del lavaggio leggi le informazioni riportate sull’etichetta e utilizza i prodotti appropriati. Ricordati di pulire e idratare con una crema protettiva le scarpe e le borse in pelle.

5. Ripara o ricicla

Porta le scarpe dal calzolaio, fai sostituire la cerniera dalla sarta.
A volte non servono per forza grandi abilità nel cucito per dare una nuova vita ai vecchi abiti. Io l’estate scorsa ho aggiunto una balza staccabile su una tuta per renderla più attuale, ho creato delle applicazioni in tessuto per un giubbotto in jeans e ho realizzato un vestito/tunica da una camicia da uomo.

6. Non buttare i vestiti

Non gettare nella spazzatura i capi che non metti più. Puoi provare a venderli sulle piattaforme di vendita online (ad esempio ebay) oppure portare nei punti di raccolta gli abiti usati.

7. Acquista capi vintage

Prova ad entrare in un negozio con i capi di seconda mano, potresti trovarvi un capo firmato e in ottimo stato che magari sta per diventare anche nuovamente di tendenza.

 

 

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